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Il gioco d’azzardo ai tempi del coronavirus: l’online festeggia!

Il gioco d’azzardo ai tempi del coronavirus: l’online festeggia!

La pandemia di Covid-19 ha cambiato il modo di vivere dei cittadini di tutto il mondo. Nondimeno gli effetti si sono prodotti anche sulle modalità di approccio al gioco d’azzardo. Nel fare di necessità virtù, verrebbe da dire, anche i giocatori hanno infatti cambiato le loro abitudini. Bloccati nelle proprie abitazioni per il lockdown, hanno indirizzato il proprio interesse verso il gioco d’azzardo online.

Un significativo dato relativo alla Pennsylvania conferma questo trend. Ad aprile, a fronte di un complessivo, netto calo delle entrate da gioco d’azzardo nello Stato americano (-83,8%, pari a 46,1 milioni di dollari), marcato è stato l’aumento delle entrate delle scommesse online, con una percentuale di incremento pari al 77,5% rispetto al mese precedente. In soldoni, il gioco d’azzardo online ha rappresentato nel mese di aprile il 93,4% del volume di scommesse nello Stato americano, con un incasso che è passato a 43,1 milioni di dollari rispetto ai 24,3 milioni  del mese precedente. 

Il risultato è soprattutto la conseguenza della crescita esponenziale dei ricavi derivanti dalle slot machine virtuali (fino a 27,3 milioni di dollari) e dai giochi da tavolo (fino a 10,5 milioni di dollari).

L’incremento del gioco online con vincita in denaro aveva già registrato un rilevante aumento dal 2018 ad oggi. Lo ha rilevato la business consultant Laura D’Angeli, che negli ultimi due anni ha quantificato il trend nella misura del 14%. Alla base del crescente successo vi sarebbero alcuni fattori, tra i quali la crescita della domanda digitale e una più articolata offerta di intrattenimento, principalmente basata sulle scommesse sportive e sui giochi da casinò, a cui poi si aggiungerebbe una serie di  garanzie a vantaggio del giocatore in termini di responsabilità e sicurezza. Gli effetti del lockdown sulla crescita del gioco on line non sono stati secondo D’Angeli uniformi.

Infatti un’ inevitabile contrazione è stata registrata per quanto riguarda le scommesse sportive, vista l’interruzione degli eventi sportivi a causa dell’epidemia. Per contro, come ha confermato Enrico Bradamante, presidente di iGaming European Network, è cresciuto il numero di quei giocatori che hanno optato per giochi virtuali tradizionali come casinò, poker o bingo, oppure che hanno scelto di esplorare nuovi prodotti, tra i quali per esempio i virtual sports. Considerazione sostenuta anche da Arcangelo Lonoce, responsabile sviluppo business Europa Habanero Systems, secondo il quale la pandemia, pur dovendo fare i conti con una contrazione per gli utenti delle disponibilità economiche da investire nelle scommesse, potrebbe aver dunque forzato l’evoluzione del settore delle scommesse in direzione digital.

Dati alla mano, la crescita degli sport virtuali è stata rilevante anche in Italia durante il lockdown. Lo ha evidenziato anche Steven Spartinos, co-fondatore e Ceo del fornitore di virtual games Kiron Interactive. Questo settore, infatti, ha prodotto nel mercato italiano entrate lorde per gli operatori misurabili in quasi 300 milioni di euro. Trend di crescita che peraltro avrebbe avuto inizio ben prima dell’emergenza coronavirus. Questo, sempre secondo Spartinos, nonostante che il regime normativo italiano, i severi regolamenti pubblicitari e il limite dei tremila eventi al giorno rendano il potenziamento di questa branca delle scommesse on line estremamente difficoltosa in termini di sviluppo e crescita.

La considerazione successiva circa il rapporto tra Covid, lockdown e scommesse on line riguarda la fidelizzazione dei flussi, ossia la quantificazione di quanti giocatori virtuali nel periodo di lockdown proseguiranno con questa modalità e quanti invece preferiranno tornare all’esperienza fisica del gioco d’azzardo (bar, sale da gioco,…).

A questa domanda hanno provato a rispondere Samuele Fraternali, direttore dell’Osservatorio Gioco Online e Digital del Politecnico di Milano, e Andrea Manusardi, customer interaction&monitoring research manager presso Doxa. Secondo Fraternali, se nella Fase 1 il consumo digital è passato da 1 a 10, con il ritorno alla normalità potrebbe attestarsi su 5. In questa analisi viene tenuto conto anche dei timori legati all’emergenza sanitaria, ancora presenti nei cittadini, tali da indurre questi ultimi a limitare gli spostamenti e di conseguenza a riporre il loro interesse sui prodotti digital, in una prospettiva di rafforzamento di questo settore del gioco d’azzardo. 

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